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Quando l'argilla è dura...si rischia.

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Quando l'argilla è dura...si rischia.

Messaggio  maremmano il Gio 19 Nov 2015, 16:32

Nelle pietre Calcaree Marnose di collina o montagna (no di fiume o torrenti) insomma le pietre tipo i Palombini,  spesso mi trovo con il problema dell'argilla che si è solidificata sulla pietra, essa è  quasi  diventata roccia, Come fare?, non è facile,la spazzola d'acciaio anche le migliori,quelle atorcigliate non ce la fanno a levarla, lasciarla non è possibile perchè esteticamente non è bella, non è roccia, ve ne faccio un esempio con foto
Pietra appena trovata
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pietra pulita al trapano con spazzola d'acciaio
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con la prossima foto evidenzio le parti di argilla durissima rimasta

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alcuni usano la sabbiatrice,ma è troppo aggerssiva, poi si vede la pietra sabbiata, ultimamente sempre con la sabbiatrice si usa invece della sabbia al siliceo, delle palline tipo di gomma durissima ( non so il nome) ,il risultato è buono, molto buono, ma costa, costa la macchina, per quello che so c'è solo un amico che l'ha a Milano.
Ma torniamo a quello che noi con le nostre "mani " e cervello  possiamo fare, premetto che mi dichiaro fortunato di trovare tantissimo materiale,per cui posso rischiare di fare quello che ora vi mostrerò.
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Uso un martellino a punta, lo uso con delicatezza e a ripetizione, come un martello pneumatico,  essendo essa un buon ammortizzatore per la pietra non provoca danno su essa, così l'argilla che è compatta si rompe dall'interno sino l'esterno, sino a levarsi.
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con queste foto si nota che non vi sono rotture della pietra ma soltanto della argilla dura,argilla che ancora non è diventata roccia completamente, cioè Scisto.
Mentre nel caso sopra riportato l'argilla era solidificata sino alla pietra (questi sono i casi dove d'avvero si rischia di rompere la pietra), abbiamo un altro caso, quando l'argilla ha fatto il primo passo di rocciamento facendo una crosta solo esterna, vedi foto
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si nota la parte dura esterna e sotto raffiorare la polvere di argilla, in questi casi col trapano e spazzola Torgigliata si risolve abbastanza, ma c'è il rischio di surriscaldare la pietra avendo poi spiacevoli conseguenze, cioè che essa si rompa.
Ricordasi che la Calcarea Marnosa è una pietra sedimentaria,cioè fatta da strati più o meno alti e in tempi diversi per cui anche se non lo vediamo tra questi strati vè la possibilità che caldo o freddo faccino danno,( mi è successo di lasciare una pietra anni all'esterno,poi quando mi sono accorto di lei,l'ho trovata  rotta a 4 strati nettamente piatti, la pioggia il freddo,il caldo anno fatto ciò), quindi anche se la pietra non ha tanta argilla sopra,quando spazzolate essa fatelo con calma e senza insistere tanto,fatela a tempi diversi.
Torniamo alla pietra in questione e al metodo che uso, quì ho scritto che è più facile, anche perchè battendo col martelletto si capisce dove è la pietra e dove non è

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fatto ciò, una spazzolata ed ecco il risultato
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ecco fatto! che altro scrivere,,già, se si rompesse piccole parti della pietra ( ma piccole),io non ho trovato problema , dopo averle spazzolate,aver passato  un poco di anticalcare, avergli esaltato la patina ,non si vede niente.
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Re: Quando l'argilla è dura...si rischia.

Messaggio  giancarlo il Gio 19 Nov 2015, 17:44

Ehh Carlo, se solo avessi un decimo della tua manualita' mi riterrei soddisfatto, questo post semmai ce ne fosse stato bisogno, fa capire quanto e' complessa l'arte dei Suiseki, non basta saper raccogliere una pietra...bisogna saperla sapientemente pulire, altrimenti non si e' in grado di tirarci fuori tutto il suo potenziale....e cosa che non e' da sottovalutare, fare tanta attenzione a non rovinarla nel fare pulizia....parlo per me'...io sto imparando molto anche se questo non e' il mio hobby preferito...tanto e' vero che pure oggi mi sono fatto un giretto nelle rive dell'Adda...

Grazie per questi magnifici post....

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Re: Quando l'argilla è dura...si rischia.

Messaggio  kordonbleu il Dom 22 Nov 2015, 15:52

giancarlo ha scritto:Ehh Carlo, se solo avessi un decimo  della tua manualita' mi riterrei soddisfatto, questo post semmai ce ne fosse stato bisogno, fa capire quanto e' complessa l'arte dei Suiseki, non basta saper raccogliere una pietra...bisogna saperla sapientemente pulire, altrimenti non si e' in grado di tirarci fuori tutto il suo potenziale....e cosa che non e' da sottovalutare, fare tanta attenzione a non rovinarla nel fare pulizia....parlo per me'...io sto imparando molto anche se questo non e' il mio hobby preferito...tanto e' vero che pure oggi mi sono fatto un giretto nelle rive dell'Adda...

Grazie per questi magnifici post....

condivido, bisogna avere la vocazione per questa "arte"
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Re: Quando l'argilla è dura...si rischia.

Messaggio  CaVa69 il Dom 22 Nov 2015, 17:19

maremmano ha scritto:Mentre nel caso sopra riportato l'argilla era solidificata sino alla pietra (questi sono i casi dove d'avvero si rischia di rompere la pietra), abbiamo un altro caso, quando l'argilla ha fatto il primo passo di rocciamento facendo una crosta solo esterna, vedi foto
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si nota la parte dura esterna e sotto raffiorare la polvere di argilla, in questi casi col trapano e spazzola Torgigliata si risolve abbastanza, ma c'è il rischio di surriscaldare la pietra avendo poi spiacevoli conseguenze, cioè che essa si rompa.

qiundi l'argilla diventa roccia e non viceversa?  raccogliendo pietre con sporco duro
pensavo: questa andrebbe raccolta tra qualche anno (secolo?);  invece andava raccolta qualche anno (secolo?) fa
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Re: Quando l'argilla è dura...si rischia.

Messaggio  maremmano il Dom 22 Nov 2015, 17:27

si Cava, l'argilla diventa roccia per quello che so Scisto, la pietra sotto l'argilla diciamo il palombino non cambierà, non migliorerà, se lo farà sarà con l'aggiunta dell'argilla. Poi certamente tutto si discompone nei miglioni di anni e si rifarà magari in forma geologica totalmente un altra cosa.
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